Elio Rumma
Elio Rumma: il segno che si fa jazz visivo e poliritmia silenziosa
Benvenuti nell’universo polifonico e universale di Elio Rumma
Elio Rumma,
artista visivo, editore, cineasta, musicista
Ritmico e sciamanico,
Elio Rumma attraversa il legno e il deserto come alfabeti:
sagome leggere, simboli che danzano, pieni e vuoti che si alternano
in una poliritmia silenziosa tra la Terra e i Cieli, alla ricerca dell’Essenza.
Il mio testo critico in breve
La ricerca dell’artista
Tema centrale della sua ricerca è l’esplorazione del vuoto come essenza profonda, una dimensione in cui il segno si fa archetipo spirituale purificato dal fuoco.
Il mio sguardo
Perché ho detto sì a questo artista?
Perché in Elio Rumma ho riconosciuto una rara coerenza tra vita e linguaggio visivo. La sua biografia – editore, organizzatore di mostre, fondatore del Filmstudio, viaggiatore tra Himalaya e Brasile, uomo di cinema e di musica – non resta sullo sfondo: si condensa nella leggerezza dei suoi segni, nei deserti colorati, nei simboli intagliati nel balsa.
Guardando le sue opere, ho avuto la sensazione che ogni sagoma fosse una domanda posta al vuoto, e ogni vuoto una risposta silenziosa: un invito a sostare in quella Rigpa visiva in cui mente e immagine coincidono. Scrivendo di lui, mi sono accorta che il suo vuoto, in realtà, è colmo di presenze.
Nel dialogo nato attorno al mio testo, anche l’artista ha riconosciuto qualcosa di sé: come se quelle parole avessero contribuito a restituirgli il filo profondo della sua stessa ricerca, senza bisogno di insistere o spiegare troppo, ma per semplice risonanza.
L’artista in breve
Elio Rumma (Salerno, 1946) unisce da sempre arti visive, filosofia, cinema e musica. Nel 1967 fonda con il fratello Marcello la Rumma Editore, siglando stagioni cruciali per l’avanguardia italiana, come la storica mostra dell’Arte Povera ad Amalfi nel 1968.
Nota sulla mostra
La personale “Assenza / Essenza / Rigpa” di Elio Rumma, a cura di Anna Bruno, ha raccolto le opere in cui l’artista intreccia le sue esperienze sull’Himalaya e in Brasile con una rigorosa ricerca sul segno, sulla sagoma e sul vuoto come spazio abitato.si è tenuta dal 5 marzo al 5 aprile 2026 presso la Galleria Pagea Arte Contemporanea, via Concilio 99, Angri (SA).
Introduzione al mio articolo sull’artista
Nel mio articolo “Alla personale ‘nuova Flatlandia’ dell’artista Elio Rumma ‘Assenza/Essenza/Rigpa’, a cura di Anna Bruno” racconto più diffusamente questo percorso, soffermandomi sui riferimenti al Bon tibetano, ai culti afro‑brasiliani e sulla nozione di Rigpa come chiave per leggere il suo lavoro.
